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Cellulite: conosci meglio il tuo nemico

NON vi parlerò di PANNICULOPATIA, LIPOSCLEROSI o nomi difficili, ma di un infiammazione che è scatenata da fattori ormonali, ereditari e dalle cattive abitudini. Sto parlando della più comunemente chiamata CELLULITE, un argomento che spopola sui social, nei blog e nelle conversazioni quotidiane. Non so voi ,ma io come estetista professionista specializzata in cosmetologia, ho visto di tutto, dalle promesse miracolose dei prodotti che fanno diventare i sederi scolpiti e sodi alle teorie fai da te più strampalate. Siamo invasi di informazioni e concetti non proprio veritieri, e spesso in rete circolano infinite bufale. Si assiste al fenomeno “tutti sono esperti di tutto” senza realmente conoscere la materia e sinceramente NON CE LA FACCIO PIU’ a stare zitta. Ecco perché è arrivato il momento di affrontare questo problema con serietà, addentrandoci in maniera tecnica ma con un linguaggio comprensibile da tutti. E’ infatti importante capire cosa succede sotto la superficie della pelle per poter affrontare la cellulite in modo efficace. Quindi mettetevi comodi con dei popcorn, rigorosamente non salati, mi raccomando, e prendetevi del tempo per conoscere cosa c’è dietro questo comune nemico di noi donne.

Cos’è la cellulite?

È ormai noto che la cellulite è una vera e propria malattia di origine vascolare che colpisce diverse zone del corpo, prediligendo gli arti inferiori, ma può essere presente anche in altre zone del corpo. Le zone colpite da questo processo patologico sono la cute e il sottocute che ne è sia il sostegno che il nutrimento. La cellulite è un’ infiammazione del nostro tessuto adiposo e si tratta di un disturbo estetico che ha che fare con la circolazione sanguigna sottocutanea. Si manifesta quando le sostanze di rifiuto delle cellule, immesse negli spazi intercellulari, non vengono rimosse dai capillari venosi e linfatici. Tali sostanze di rifiuto trattengono acqua negli spazi intercellulari determinando la prima fase della cellulite.

Che cosa succede nel dettaglio nei tessuti in cui pecca la circolazione?

Con il ristagno conseguente a tale rallentamento, parte di ciò che è contenuto nel sangue e nella linfa va a riversarsi nei tessuti;
quindi i liquidi in eccesso e le sostanze di rifiuto che dovrebbero essere eliminate, continuano a ristagnare negli spazi interstiziali che reagiscono ognuno a proprio modo, provocando una serie di reazioni a catena. Poiché questi fenomeni avvengono nel sottocute, le alterazioni, riguardano prima di tutto le cellule adipose, poi le fibre di collagene e i capillari e in fine le fibre elastiche. Le fibre adipose si gonfiano e le fibre elastiche si spezzano e si frammentano dando origine a fibrille. In questo caso la zona perde sempre più elasticità, facendo degenerare anche le fibre collageneAnche i più piccoli capillari, sia arteriosi che venosi, si alterano e vanno in contro a rottura, in questo modo viene a mancare un buon afflusso di sangue arterioso e dall’altro il sangue venoso ristagna in misura sempre maggiore, con ulteriore apporto di liquidi e di scorie al di fuori del capillare. Per questa ragione sopra indicata, il tessuto connettivo si altera. E’ importante dire che questo processo degenerativo avviene inizialmente in piccole zone sparse, e spesso addirittura non sono neanche ben visibili. Ma non curata la cellulite progredisce, le zone  interessate sono sempre più ampie e la fibrosi connettivale prende via via il sopravvento.

Quali sono i primi segnali da notare durate questa alterazione che causa la cellulite?

Il primo è senza ombra di dubbio la perdita di elasticità e la pelle diventa flaccida non ben nutrita e con presenza avvolte di smagliature sempre più evidenti. La pelle viene tirata dall’interno in moltissimi punti da molteplici fibre connettivali, che causano la formazione dei tipici solchi o avvallamenti che formano la così detta “ pelle a buccia d’arancia ”. Anche i vasi sanguigni inizialmente alterati vengono strozzati e compaiono cosi tutte le dilatazioni varicose sia superficiali che profonde e possono essere più o meno evidenti. Questa drammatica evoluzione è molto lenta e graduale e  si sviluppa comunque solo dopo alcuni anni. E’ da precisare che la cellulite è soltanto un processo locale (non danneggia l’organismo) ma è comunque alquanto grave poiché porta ad una vera e propria degenerazione dei tessuti delle zone colpite, alcune volte è anche dolorosa se vengono coinvolti anche delle fibre nervose e oltretutto è dannatamente anti estetica 

Riassunto:

1.       La circolazione venosa e linfatica rallentano;

2.      Si accumulano i liquidi e le sostanze di rifiuto;

3.      Si alterano la cute, sottocute, i muscoli, i capillari piccoli e il tessuto connettivo;

4.       Si forma tessuto fibroso cicatriziale che pian piano distrugge e sostituisce tutte le strutture alterate.

Gli stadi della cellulite

1.      Stadio congestizio: si ha il rallentamento della circolazione venosa che provoca un danno enorme ai tessuti, precisamente nel derma e ipoderma. Questo eccesso di liquidi comincia a infilarsi nelle pareti delle cellule adipose che pian piano aumentano di volume. Se questa situazione persiste i vasi sanguigni si dilatano ulteriormente, aumentando la loro permeabilità e dando origine a ritenzione idrica.

2.      Stadio essudativo infiltrativo: anche in questo stadio la circolazione venosa rallenta, frena gli scambi degli spazi interstiziali che si riempiono a loro volta di sostanze di rifiuto, provocando innumerevoli reazioni. Nel derma le tossine a contatto con le fibre elastiche ne modificano la struttura e cominciano a comparire micronoduli.

3.      Stadio fibroso: in questo stadio si ha lo sconvolgimento della struttura ipodermica e un blocco quasi totale nell’eliminazione delle tossine. Il tessuto demo-ipodermico si ispessisce e le rispettive fibre si moltiplicano dissociandosi in fibrille. Anche la sostanza fondamentale ( LA SOSTANZA FONDAMELTALE E’ UNA PARTE DEL SITEMA CONNETTIVO PRESENTE NEL NOSTRO CORPO. È COME UN GEL CHE RIEMPIE LO SPAZIO TRA LE CELLULE E FORNISCE LORO SUPPORTOSTRUTTURALE E NUTRIENTI).  viene modificata, diventando dura, e le fibrille con la sostanza fondamentale indurita vanno a costituire una trama che racchiude gli adipociti, ostacolando cosi gli scambi vitali. I micro noduli confluiscono in macro noduli.

4.      Stadio cicatriziale: il tessuto dermo-ipodermico diventa duro, sclerotico, pieno di scorie. La trama infittita forma delle bande incrociate che aderiscono ai tessuti sottostanti (cute). La pelle a buccia d’arancia e la presenza di micronoduli sono le caratteristiche di questo stadio che si avvia ad una fase di degenerazione.

I vari tipi di cellulite

Cellulite dura o compatta: La pelle appare ispessita e al tatto dolorosa in fase di “pizzicottamento”. Durante le mie consulenze al tatto, comprimendo la parte tra due dita diventa evidente la pelle a buccia d’arancia. Di cellulite dura o compatta ne possono soffrire sia soggetti obesi che magri. Il tono muscolare in questa fase generalmente è ben conservato. Questa forma evolve facilmente nella tipologia molle.

Cellulite molle o flaccida: è la forma più comune e interessa una maggiore area corporea. E’ immediatamente visibile a occhi nudo, le masse cellulitiche contengono una notevole quantità di liquidi, le parti interessati si presentano gonfie e i contorni delle zone colpite appaiono arrotondati. In fase di diagnosi, durante la palpazione profonda si può notare la formazione di noduli. Il tono muscolare è notevolmente diminuito e di frequente sono presenti teleangectasie e varici.

Cellulite edematosa: Rappresenta una variabile della cellulite molle dalla quale si distingue per il notevole aumento di liquidi nei tessuti interessati. In uno stesso soggetto è facile riconoscere zone di cellulite dura accanto a zone di cellulite edematosa. Ad esempio una delle zone in cui è facile riconoscere una cellulite dura è nella parte antero-laterale della coscia, mentre una cellulite edematosa colpisce generalmente la zona inguinale e la parte interna della coscia.

Cause e fattori predisponenti

1.      Sesso femminile ( pochissimi casi maschili, solo i più sfortunati);

2.       Fattori razziali

3.    Fattori ereditari costituzionali;

4.       Pubertà;

5.       Gravidanza;

6.       Allattamento;

7.       Menopausa;

8.       Uso della pillola anticoncezionale;

9.       Diabete;

10.   Stress;

11.   Sedentarietà;

12.   Carenza di sonno e riposo;

13.   Convalescenza da malattie prolungate;

14.   Turbe alimentari;

15.   Turbe digestive;

16.   Intossicazioni croniche;

17.   Abuso di farmaci;

18.   Fumo;

19.   Calzature e vestiario inadatto;

Analizziamo alcuni di questi fattori

Gravidanza : Durante la gravidanza esiste una notevole predisposizione alla formazione di depositi in soggetti aventi già problemi di cellulite. L’aumento di progesterone durante la gravidanza tende infatti a far comparire la cellulite o addirittura a
peggiorarla. In questa circostanza agiscono vari fattori come ad esempio la stipsi, compressione endo-addominale (l’aumento di volume crea una compressione sugli sbocchi addominali dei vasi venosi e linfatici). L’aumento del volume sanguigno e dei liquidi corporei può contribuire a una maggiore presenta di cellulite soprattutto su cosce e glutei.

Pubertà: la cellulite predilige il sesso femminile; basti pensare che i due sessi hanno un diverso sviluppo scheletrico e soprattutto una diversa situazione ormonale. Dato che il processo ormale femminile è molto complesso e elaborato, si verificano spesso degli squilibri, quanto meno della fase puberale. In seguito alla produzione di ormoni sessuali estrogeni si verifica l’allargamento del bacino, l’aumento delle adiposità sui glutei, ginocchia, cosce e lo sviluppo delle ghiandole mammarie.

Obesità: non è la causa principale della cellulite poiché sappiamo bene che ci sono soggetti magri con cellulite grave. L’obesità predispone alla cellulite per due diversi motivi essenziali:

1.       Una ridotta attività fisica a causa della quale si ha un rallentamento circolatorio generale, aggravato dalla compressione della massa endo-addominali sui vasi sanguigni e linfatici.

2.       Una ridotta attività respiratoria per la difficoltà della cupola diaframmatica ad appiattirsi sulla massa delle viscere cariche di depositi adiposi e liquidi.

Calzature inadatte: il piede alterato nella sua struttura, rallenta il pompaggio plantare. Ciò determina un aggravamento della stasi sanguigna a livello degli arti inferiori, facendo aggravare le varici o teleangectasie eventualmente presenti. 

 

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Imma Occhinero

Estetista specializzata in cosmetologia. Massaggiatrice olistica

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